Centro di
Valorizzazione
“Vincenzo Valente”

Sito ufficiale dedicato alla Collezione allestita da Liliana Misurelli nel Centro storico di Corigliano ai piedi del Castello Ducale

Una vita dedicata all'operetta italiana

«Valente aveva così facile la vena melodica, così pronta la percezione artistica che la melodia fluiva limpida, chiara (…)
(…) sotto le sue dita, che scorrevano subito sulla tastiera del pianoforte, la canzone brillava nella grazia del ritmo, nel ritornello indovinato che diventava popolare».
Vincenzo Valente foto 1

Il Centro di Valorizzazione

un presidio culturale nato il 13 dicembre 2007
nel cuore del Centro storico dell'area urbana di Corigliano Calabro

Con quella iniziativa prese forma concreta il progetto del Centro Studi "Vincenzo Valente" ancora attivo fino ad oggi: uno spazio culturale vivo, aperto alla ricerca, ai convegni e all'ascolto, con l'obiettivo di far conoscere alla cittadinanza tutta, nella sua giusta dimensione, il compositore nato a Corigliano Calabro nel 1855.

E' la data in cui le porte del Palazzo Garopoli si aprirono per accogliere un momento destinato a restare nella storia culturale di Corigliano Calabro: l'inaugurazione della mostra permanente "Cinquant'anni e più", dedicata al Maestro Vincenzo Valente. L'iniziativa nacque dalla volontà di Luigi De Bartolo e Liliana Misurelli, autori dei due volumi I suoni dell'anima e Un ragazzo prodigio, che scelsero la ricorrenza dei 152 anni dalla nascita del compositore per restituire alla città e alla nazione intera la grandezza di un musicista troppo a lungo dimenticato.

La mostra si dispiegò come un viaggio nella carriera artistica di Valente, ripercorrendone le tappe attraverso un patrimonio iconografico di straordinaria ricchezza: fotografie, caricature, libretti, manifesti, spartiti, copertine d'autore, musica autografa, dischi d'epoca. Nelle bacheche trovarono posto anche le cartoline postali con il celebre marchio Bideri e le prime pagine delle più importanti testate dell'epoca — dalla Tavola Rotonda al Corriere di Napoli — a testimoniare la popolarità che le opere del Maestro coriglianese raggiunsero in Italia e in Europa.

Vincenzo Valente 2025 logo
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Una nuova casa per la memoria del Maestro

Il 6 settembre 2019, nel giorno del novantottesimo anniversario della sua scomparsa, il Centro di Valorizzazione "Vincenzo Valente" trovò finalmente una dimora degna della sua storia: il Complesso Monastico della Riforma, in piazza Vincenzo Valente, nel cuore del centro storico dell'area urbana di Corigliano.
La data non fu scelta a caso. Inaugurare il nuovo spazio proprio il 6 settembre significava trasformare un anniversario di lutto in una celebrazione di memoria viva.
La cerimonia si aprì con la parola poetica: alcuni componimenti dedicati alla figura di Valente furono declamati davanti al pubblico, seguiti dalla lettura di stralci tratti dalla biografia I suoni dell'anima, scritta da Liliana Misurelli e Luigi De Bartolo.

La serata fu affidata interamente alla musica: pianoforte e mandolino risuonarono nell'antica struttura conventuale, facendo ascoltare i brani più celebri del Maestro, prima del taglio del nastro che aprì ufficialmente la sala affacciata sul chiostro.
Ad accogliere i visitatori, un patrimonio di straordinaria rarità: spartiti con splendide copertine d'autore, fascicoli di Piedigrotta, operette, macchiette, cartoline musicali, ritratti e caricature — tutto ciò che Liliana Misurelli ha raccolto con pazienza nel corso di decenni di ricerca.
Il Centro è diventato parte integrante del patrimonio culturale della città: un luogo destinato a essere punto di riferimento per studiosi, cittadini e visitatori che in questo angolo del centro storico potranno scoprire la storia di uno degli uomini che hanno fatto grande Corigliano-Rossano.

Copertina dello spartito dell’operetta I Granatieri di Vincenzo Valente, pubblicata dalle prestigiose Edizioni Ricordi.

L’illustrazione, firmata da Hohenstein nel 1892, ritrae una vivace scena di gruppo in costume d’epoca, con militari e civili animati da un’atmosfera festosa. La raffinata cromolitografia rispecchia il gusto decorativo dell’editoria musicale di fine Ottocento.

Lo spartito, disponibile nelle versioni per canto e pianoforte e per pianoforte solo, fa parte della Collezione Liliana Misurelli.

Copertina del fascicolo Fantasma-Italia Musicale, raccolta di tutte le canzoni, tutti i cantori e tutti i poeti della Piedigrotta 1921, compilata da Roberto Marvasi e Guido Di Napoli. L’illustrazione, in stile caricaturale, ritrae i volti dei principali protagonisti della scena musicale napoletana dell’epoca disposti in un vivace medaglione rosso. Il documento, conservato nella Collezione De Bartolo-Misurelli, testimonia l’atmosfera festosa e popolare della celebre rassegna canora partenopea. La Piedigrotta 1921 fu l’ultima alla quale Vincenzo Valente avrebbe dovuto partecipare: il Maestro si spense proprio il 6 settembre di quell’anno, alla vigilia della festa.

Copertina dello spartito della macchietta ‘O Rusecatore, con versi di P. Cinquegrana e musica di Vincenzo Valente, pubblicata dalla Casa Editrice F. Bideri di Napoli nella collana La Canzone Napoletana. L’illustrazione ritrae il tipico personaggio della macchietta napoletana — un uomo bizzarro in abito sgualcito, cilindro e bastone — nella creazione dell’artista Nicola Maldacea, interprete prediletto di Valente. Lo spartito, nella versione per supermandolino, testimonia la straordinaria diffusione della produzione valentiana attraverso le reti di deposito Bideri, presenti nelle principali città italiane ed europee, da Parigi a Londra fino a Stoccolma.

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